3 Ragioni Per cui Non Conviene Uscire Dai Mercati Finanziari

Consigli sugli Investimenti

Molti lettori del blog mi hanno chiesto se conviene di più entrare e uscire dal mercato aprendo e chiudendo operazioni nel breve termine o se è meglio mantenere il proprio investimento per anni.

La risposta che ritengo più corretta e coerente con il concetto stesso di investimento è la seconda. Chi investe a medio-lungo termine, infatti, farebbe bene a mantenere il proprio capitale investito, piuttosto che entrare e uscire dal mercato al primo segnale di notizie negative.

Nel momento in cui l’andamento dei mercati comporta perdite di denaro, gli investitori (soprattutto i più “novellini”) iniziano a dubitare delle loro scelte e ad interrogarsi sulle posizioni aperte cercando la strategia migliore per arginare o recuperare il capitale che si sta perdendo. Se umanamente queste preoccupazioni sono legittime e normali, altrettanto non si può dire dal punto di vista finanziario. La volatilità dei mercati è una condizione naturale con cui ogni trader dovrebbe convivere e a cui abituarsi dal punto di vista emotivo, ma che in certi casi possono rappresentare addirittura un’opportunità nei casi dei portafogli azionari ben bilanciati. E’ stato ampiamente dimostrato come l’aspetto psicologico nel trading (finanza comportamentale) svolge un ruolo chiave nelle decisioni e quanto sia facile in momenti di incertezza incorrere in scelte sbagliate che possono portare a perdite significative.

Ma se la storia ci ha insegnato qualcosa, è che i mercati hanno sempre recuperato e che disinvestire in momenti particolarmente turbolenti può risultare spesso controproducente. A questo proposito, vediamo ora alcuni ottimi motivi per cui non conviene uscire dai mercati finanziari.

1. Le Fasi di Mercato “Toro” Superano Quelle “Orso”

Se diamo uno sguardo ai dati degli ultimi 66 anni, ci sono state 13 fasi di mercato orso (della durata media di 14 mesi e con un calo complessivo pari al 24,6%) e 14 fasi di mercato toro (della durata media di 43 mesi e una crescita complessiva pari al 117,9%). Ciò significa che le fasi positive sono state superiori a quelle negative.

2. Chi Entra ed Esce Dai Mercati…..Guadagna Meno!

Alcuni ricercatori hanno studiato gli effetti di un’attività frequente di acquisto e di vendita degli investitori in fondi comuni e hanno notato come tra il 1990 e il 2010 i trader che hanno detenuto azioni per una media di poco più di 3 anni prima di vendere hanno guadagnato sostanzialmente meno rispetto a quanto avrebbero potuto se non avessero venduto i loro titoli (il 3,8% contro 9,1% dell’Indice S&P 500).

3. Nel Lungo Termine i Guadagni Sono Superiori Alle Perdite

Quando la volatilità è molto alta, alcuni pensano a chiudere immediatamente la propria posizione per paura di trovarsi poi in cattive acque! Statisticamente tuttavia conviene mantenere l’investimento, visto che nel lungo termine i guadagni del mercato hanno sempre più che compensato le perdite. Ad esempio, chi nel 1994 ha investito $ 10.000 nell’indice S & P 500, nel dicembre 2014 si è ritrovato $ 65.475, nonostante la perdita del 51% di rendimento registrata a seguito della crisi del 2008-2009.



Certo, ogni caso ha la sua storia e deve essere analizzato singolarmente, ma per gli investimenti a lungo termine i tre punti appena menzionati devono rappresentare un faro per voi che investite. Ricordate che resistere alle tentazioni di uscita anticipata rappresenta la scelta migliore, quella più prudente e soprattutto remunerativa.

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