3 Titoli Petroliferi Da Comprare

Consigli sugli Investimenti

La recente crisi dei prezzi del petrolio ha minato la capacità operativa di molte aziende del settore “oil and gas“, che è notoriamente suddiviso nei seguenti segmenti: l’upstream, che riguarda l’acquisizione dei diritti di sfruttamento del giacimento, la sua esplorazione e l’estrazione; il midstream che comprende le procedure di trasporto dal sito di estrazione al sito di raffinazione; il downstream, che si riferisce alla raffinazione e alla lavorazione del petrolio, al deposito, alla distribuzione e alla commercializzazione (sia all’ingrosso che al dettaglio) dei prodotti petroliferi e del gas. Ciò però significa che nel settore petrolifero esistono società con caratteristiche diverse tra loro, ma che presentano almeno un elemento in comune: mostrano la loro forza innalzando i dividendi costantemente, nonostante le chiare difficoltà dell’ultimo anno. Si parla quindi di società i cui titoli sono in crescita indipendentemente dall’andamento dei prezzi del petrolio. Vediamo ora alcuni titoli petroliferi in crescita che potrebbero essere un ottimo investimento.

Exxon Mobil (XOM)

La Exxon è una della aziende più grandi del pianeta, grazie ai suoi $378 miliardi di capitalizzazione e decine di migliaia di dipendenti. La società non è solo attiva nell’ambito petrolifero, ma ha anche un settore chimico tra i più sviluppati al mondo. Queste caratteristiche rendono quasi scontata una crescita degli utili decennale in periodi di mercato “normali”, con il pagamento di dividendi superiori rispetto all’anno precedente da ben 34 anni di fila! Questi dati, seppur strabilianti, non hanno “salvato” l’azienda da un brutto periodo quando i prezzi del petrolio sono crollati al di sotto dei 30 dollari al barile: la società ha infatti subito un dimezzamento dei profitti e un pesante calo del prezzo del titolo che, da un massimo di circa $ 105,  era finito a $ 71 ad inizio anno. Ma la capacità dell’azienda di ridurre nettamente le spese in conto capitale, grazie al taglio di tutte le spese superflue e delle spese nell’upstream per l’esplorazione di nuove possibili fonti di petrolio, le hanno permesso di aumentare lo stesso il dividendo del 2,7%.

Phillips 66 (PSX)

Phillips 66 è una multinazionale che si occupa della raffinazione del petrolio e del suo trasporto in tutto il mondo. Negli anni l’azienda si è specializzata anche il altri campi e oggi produce e commercializza prodotti petrolchimici e materie plastiche. La società è una delle poche a beneficiare del calo del prezzo delle materie prime da lei acquistate per la raffinazione, tanto che il fatturato del 2015 è salito del 60% circa. Il raddoppio del prezzo del petrolio ha creato un’inversione di tendenza in questo trimestre. I motivi per comprare il titolo PSX sono diversi, fra cui una copertura (o la speranza) da un ulteriore crollo del prezzo delle materie prime (piuttosto improbabile) e la capacità di generare ottimi rendimenti e una diversificazione che dovrebbero rendere l’azienda sempre meno dipendente dal suo core business di raffinazione. Il dividendo è stato inoltre aumentato del 13% all’inizio di quest’anno, arrivando a $ 2,52 ad azione su base annua. Anche il grande Warren Buffett crede molto in questo titolo e recentemente ha rafforzato la sua posizione in Phillips del 22%.

Enterprise Products Partners (EPD)

Questa società opera solo nel midstream, occupandosi dello stoccaggio e del trasporto di petrolio greggio e gas naturale alle raffinerie e di altri prodotti raffinati alle società che poi si occuperanno del trasporto al consumatore finale. La sua particolarità è che si tratta di una Master Limited Partnership (MLP), una particolare tipologia di società in accomandita semplice quotata in borsa che ha l’obbligo di pagare ai suoi investitori, attraverso distribuzioni trimestrali, circa il 90% del reddito generato, motivo per cui i dividendi sono solitamente molto generosi! Questa società, trattandosi di un distributore del prodotto che basa le sue entrate sul ricevimento dei canoni fissati per contratto per l’erogazione del servizio, è poco legata ai prezzi delle materie prime, ma non ne è completamente immune visto che le aziende con cui intrattiene rapporti d’affari potrebbero tagliare l’estrazione! Uno dei suoi punti di forza è che malgrado un fatturato che stenta ad aumentare, l’azienda ha generato ben 1,1 miliardi di flussi di cassa distribuibili, così da poter aumentare il dividendo distribuito ai suoi azionisti.

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