8 Azioni Da Comprare Se Hillary Clinton Diventerà Presidente Degli USA

Consigli sugli Investimenti

La Convention Nazionale Democratica 2016 ha confermato Hillary Clinton come candidato presidenziale del partito alle prossime elezioni di Novembre. Questo evento verrà ricordato come la prima volta di una donna in lizza per guidare la nazione americana, diventando il 45° presidente. Nel suo discorso di “accettazione”, la Clinton ha parlato molto di economia, tasse e politiche fiscali: in base a quanto detto, vediamo di capire quali aziende (e quindi quali titoli azionari) avranno dei benefici se diventerà presidente degli Usa.

Textron (TXT)

Hillary Clinton e il suo avversario Donald Trump non sono d’accordo su tanti argomenti. Ma su una cosa hanno idee molto simili, ovvero che le capacità difensive degli Stati Uniti hanno bisogno di essere rafforzate. Non è chiaro esattamente cosa intendano nello specifico ma, in linea di massima, questa affermazione fa ben sperare le aziende che operano nel settore della difesa. E quando si pensa a questo settore, non si può non pensare alla Lockheed Martin Corporation (NYSE: LMT). Tuttavia, la vera sorpresa potrebbe essere rappresentata da una società più piccola e meno conosciuta: la Textron Inc. Questa azienda non produce niente di particolare: realizza infatti veicoli terrestri e aerei per uso militare e civile. Ma produce anche molti componenti: combinati, rappresentano quindi una bella gamma di prodotti in grado di soddisfare la maggior parte massicce esigenze logistiche dei militari. Qualche mese fa la Textron ha vinto un appalto da $ 545 milioni per la fornitura di velivoli navali “tilt-rotor”, senza contare che i suoi jet da combattimento “low-cost” (costano “solo” $ 20 milioni) Scorpion stanno destando un certo interesse da parte del Pentagono. Ma è l’attuale rapporto prezzo/utili di 15,4 a rendere il titolo TXT un vero affare.

Aecom (ACM)

Mai sentito parlare di Aecom? Si tratta di una società di costruzioni che serve il mercato delle infrastrutture. Il governo federale è già uno dei suoi maggiori clienti, ma il rapporto potrebbe intensificarsi se Hillary Clinton venisse eletta presidente. Questo perché uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale è stato l’ammodernamento delle infrastrutture statunitensi. In particolar modo, di strade, ponti e servizi di pubblica utilità. La Clinton ha dichiarato a questo proposito la spesa di $ 275 miliardi per il miglioramento delle infrastrutture degli Stati Uniti: conti alla mano, sarebbe il più grande investimento in infrastrutture nella storia degli Stati Uniti d’America. Di questa situazione dovrebbe beneficiarne Aecom che, oltre a strade, autostrade e trafori, ha anche avuto un ruolo in progetti di alto profilo come il One World Trade Center e il Barclays Center.

Community Health Systems (CYH)

Uno degli argomenti su cui Donald Trump e Hillary Clinton sono più in disaccordo è il ruolo del governo federale nel settore sanitario. Il candidato repubblicano vorrebbe abrogare l’Affordable Care Act (meglio conosciuto come Obamacare), mentre il candidato democratico pensa di migliorarlo aumentando il numero di persone con diritto all’assicurazione sanitaria, con franchigie inferiori e benefici fiscali più generosi. Il risultato finale più plausibile di tale misura? Almeno 30 milioni di individui ancora non assicurati che saranno finalmente in grado di curarsi. Più persone assicurate significa più opportunità di guadagno per gli ospedali e uno dei beneficiari dell’eventuale riforma è sicuramente Community Health Systems, che è il più grande fornitore di servizi per l’assistenza sanitaria ospedaliera negli Stati Uniti. Al 30 aprile 2016, questa società possiede, loca o gestisce 160 ospedali in ben 23 stati americani.

First Solar (FSLR)

hillary clintonIl presidente Barack Obama ha cercato in tutti i modi di allontanare l’America dai combustibili fossili come fonte primario per il proprio fabbisogno energetico, investendo al contrario verso fonti di energia più pulite. Sotto il suo mandato, l’uso di carbone per elettricità è sceso dal 48% del 2008 al 33% dello scorso anno. Le fonti rinnovabili, al contrario, ora creano il 7% dell’energia elettrica del paese, mentre fino al 2008 la percentuale era esattamente la metà. Hillary Clinton è una nota ambientalista (quasi estrema!) e tutto fa pensare che con lei al timone, gli investimenti in energia pulita aumenteranno notevolmente. In particolare, la candidata democratica punterà sull’energia solare. Si pensa quindi che i produttori di pannelli solari trarranno beneficio da una presidenza Clinton grazie alla sua promessa che nel paese verranno utilizzati ben 500 milioni di pannelli solari entro il 2020, ovvero sette volte il numero installati negli USA in questo momento. E quando negli Stati Uniti si parla di pannelli solari, non si può non pensare a First Solar, il principale produttore al mondo di pannelli fotovoltaici a pellicola semiconduttrice sottile costruiti in tellururo di cadmio (CdTe). Questa tecnologia presenta una migliore resa energetica per watt peak in determinate condizioni e presenta indubbi vantaggi economici per l’acquirente. L’azienda è stata il primo operatore a ridurre il costo di produzione a meno di un dollaro per watt: nel secondo trimestre del 2011 il costo era infatti di 75 centesimi di dollaro, il più basso al mondo.

Procter & Gamble (PG)

Se qualcuno mi chiedesse un titolo affidabile su cui investire e che non conosce crisi, uno dei nomi che farei è sicuramente Procter & Gamble. Perché? Perché produce beni di consumo primario, come cibo e prodotti per l’igiene e la bellezza. Questa azienda però potrebbe prosperare ulteriormente sotto una presidenza Clinton….a “causa” del dollaro americano. Teoricamente, Hillary Clinton sarebbe il candidato meno probabile per difendere il dollaro, che ora è troppo forte per gli esportatori statunitensi da sopportare, visto che ha sempre sostenuto di essere favorevole al libero scambio. Ma la candidata potrebbe avere un colpo in canna, rappresentato da una grande iniziativa economica transfrontaliera per ridurre il valore del dollaro. In questo momento alcuni dei più grandi esportatori americani sono i marchi di prodotti per la casa. E un dollaro forte sarebbe quindi un grave problema per aziende come Procter & Gamble, in quanto il 60% del business della società è all’estero. Nel primo trimestre dell’anno, il fatturato sarebbe stato del 5% migliore se il dollaro non fosse stato così proibitivamente costoso.

Smith & Wesson (SWHC)

Se venisse eletta, Hillary Clinton cercherà probabilmente di proseguire l’idea del suo predecessore di limitare l’acquisto di armi negli Usa. Potrebbe quindi sembravi strano che una nota società produttrice di armi da fuoco come Smith & Wesson sia uno dei titoli da comprare nel caso di vittoria della candidata democratica! Di sicuro la Clinton non sembra avere nessuna intenzione di abolire il Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti (quello che garantisce il diritto di possedere armi), ma di limitarne molto la vendita nelle armerie. Un tweet dello scorso ottobre la dice lunga in proposito: “Se il Congresso rifiuta di agire per porre fine a questa epidemia di violenza armata, prenderò io l’iniziativa per farlo.” Per mettere in pratica questa eventuale legge, passeranno però ancora molti mesi (o addirittura un paio d’anni). Ciò significa che ci sarà una vera e propria “corsa agli armamenti” prima che diventi proibitivo o difficile farlo! E un’azienda leader nel suo settore come Smith & Wesson potrebbe trarne grandissimi benefici nel medio termine.

Akorn (AKRX)

L’impennata dei prezzi dei farmaci generici negli Stati Uniti ha fatto storcere il naso (comprensibilmente) a molti! Il 21 settembre dello scorso anno, la Clinton scrisse un tweet denunciando l’aumento del 550% dei prezzi dei farmaci in pochi anni: “L’aumento dei prezzi dei farmaci generici è scandaloso. Se verrò eletta, prenderò seri provvedimenti per riportare la situazione alla normalità“. Si trattava di un chiaro “avvertimento” all’intero settore biofarmaceutico: sappiate che l’era dei costi alti per farmaci comuni ha i giorni contati! La riforma sanitaria dell’Affordable Care Act, che la Clinton intende migliorare, favorirà la vendita di farmaci generici ad un costo molto basso e quindi accessibili a tutti. In questo campo, un titolo da comprare è sicuramente quello della Akorn, uno dei più grandi produttori di farmaci generici negli Stati Uniti.

Walmart (WMT)

Tutti noi conosciamo Walmart. Si tratta del più grande rivenditore al dettaglio nel mondo, prima multinazionale al mondo nel 2010 per fatturato e numero di dipendenti. Oggi è la più grande catena operante nel canale della grande distribuzione organizzata. Una vittoria di Hillary Clinton potrebbe favorire la società in diversi modi. Primo fra tutti, la prospettiva di un aumento dei salari. Negli Stati Uniti è già in corso un serio dibattito politico per aumentare il salario minimo dei lavoratori, con la Clinton che mira ad un salario minimo nazionale di non meno di $ 12 all’ora. Ciò significa che almeno 35 milioni di lavoratori americani otterrebbero uno stipendio superiore del 40/50% rispetto a quello attuale! Il che renderà possibile fare shopping regolarmente nei negozi come Walmart. Un altro grande motivo che rende il titolo WMT molto appetibile è, come detto prima, l’intenzione della Clinton di facilitare gli scambi commerciali con l’estero, in modo da incoraggiare ancora di più il libero scambio di merci e di denaro attraverso le frontiere. Ciò significa un più facile accesso ai prodotti esteri che sono sempre molto richiesti nei negozi Walmart.

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