Come Gestire Il Rischio Del Vostro Portafoglio Azionario

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A molti trader piace gestire i propri investimenti, ma spesso può essere frustrante sapere da dove cominciare.

Meglio azioni, obbligazioni, futures, commodities, o immobili? Si dovrebbe comprare “long”, a margine, “short” o puntare tutto sui Certificati di Deposito? Si potrebbe, naturalmente, tuffarsi in questi argomenti singolarmente, ma se si sta cercando di gestire efficacemente il proprio portafoglio titoli, si deve in primo luogo determinare la vostra tolleranza al rischio.

Da lì, è possibile gestire il vostro portafoglio in base a quanto rischio si vuole assumere. La tolleranza al rischio è un aspetto estremamente importante da considerare prima di iniziare ad investire. Essa dipende dall’età, dal reddito, dagli investimenti e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. Tecnicamente, esistono 5 categorie di rischio:

  • molto aggressivo;
  • aggressivo;
  • equilibrato;
  • prudente;
  • molto prudente

Il modo più semplice per avere un’idea della categoria di appartenenza è considerare l’età. Chi è giovane ed è ancora agli inizi, solitamente appartiene alla categoria “molto aggressivo”; chi è invece più “anziano” ed è più vicino al pensionamento, allora è probabile che sia “molto prudente”. Ad ogni modo, la gestione del rischio è simile in tutte e cinque le categorie, anche se esistono alcune lievi differenze.

1. Trader “Molto Aggressivo”

Se rientrate nella categoria di trader “molto aggressivo”, la gestione del rischio è abbastanza facile. In poche parole, sarebbe opportuno che il portafoglio sia composto solo da titoli (azioni) e da nessuna obbligazione (reddito fisso).

Alcuni potrebbero obiettare che avere una piccola parte in obbligazioni sia sempre importante, ma la verità è che bisogna dare una spinta decisiva al vostro conto quando ancora siete giovani. Avere un portafoglio azionario al 100% significa che ci si sta prendendo molti rischi.

E per gestire questo rischio, la maggior parte delle persone metteranno tutti i loro soldi in fondi comuni di investimento. Questi fondi sono a loro volta distribuiti attraverso centinaia di azioni diverse che riducono al minimo il rischio di fallimento di una società. Prendete come esempio Enron: molti hanno fatto un sacco di soldi quando hanno investito tutto in questa azienda, ma poi hanno perso tutto quando essa è andata in bancarotta. I fondi comuni servono minimizzare questo rischio.

2. Trader “Aggressivo”

Simile al precedente, l’investitore aggressivo desidera spesso avere una grande parte del proprio conto in azioni.

Tuttavia, il suo conto sarà composto prevalentemente da società ad alta capitalizzazione (ovvero quelle aziende più solide che hanno un rischio di fallimento minimo) e alcuni titoli “minori”.

Le large cap e le obbligazioni non cresceranno più rapidamente delle azioni, ma se l’economia è in recessione, non scenderanno tanto di valore. Come il trader “molto aggressivo”, si cercherà di “ammortizzare” il rischio tramite i fondi comuni d’investimento, in modo da non perdere tutto o gran parte del proprio capitale quando si verifica una contrazione del mercato.

Ciò significa che se si dispone di azioni di società accumulate nel corso degli anni, potrebbe essere il momento di far cassa così da ridistribuire il rischio. Un investitore aggressivo avrà un portafoglio composto tra il 70% e il 90% da azioni e tra il 10% e il 30% da titoli a reddito fisso (obbligazioni).

3. Trader “Equilibrato”

Un investitore equilibrato non ha una collocazione anagrafica precisa: può essere un 20enne come un 60enne vicino al pensionamento. Questo tipo di trader prende pochi rischi, ma desidera una crescita costante del proprio portafoglio.

Il più grande rischio a cui andrà incontro è quando si verifica una grande crisi del mercato (come abbiamo visto nel 2008 e nel 2009), la quale potrebbe distruggere gli investimenti fatti e azzerare il proprio capitale.

Per combattere questo rischio, è necessario spostare la propria attenzione su più azioni e forse guardare alcuni investimenti alternativi. Modificare la ripartizione del portafoglio tra il 40% e il 70% in azioni ridurrà di molto le fluttuazioni del mercato. In questo modo, è probabile che la crescita sarà più stabile. Ma anche mantenere più soldi in contanti e tenere d’occhio il mercato immobiliare e dei metalli preziosi potrà aiutarvi a gestire efficacemente il rischio.

4. Trader “Prudente”

Coloro che sono già avanti con gli anni e che si avvicinano al pensionamento, possono rientrare nella categoria dei trader prudenti. In questo caso, l’assegnazione del portafoglio cambierà tra il 20% e il 40% in azioni, che saranno quasi tutte “large cap” (e probabilmente quelle che pagano dividendi) per mantenere la volatilità verso il basso. Ricordate che senza azioni “aggressive”, il vostro portafoglio crescerà più lentamente, anche se non di molto durante le fasi recessive.

5. Trader “Molto Prudente”

Quando arriva il pensionamento, il vostro portafoglio titoli dovrebbe assumere la caratteristica di “molto prudente”. In questo caso, si è disposti ad assumersi pochissimi rischi e l’obiettivo principale diventa quello di preservare semplicemente il vostro denaro, piuttosto che a farlo crescere. Il vostro portafoglio dovrà essere composto in modo tale da tenere il passo con l’inflazione.

Per eliminare o quasi il rischio, il vostro portafoglio dovrà essere composto fino al 20% di azioni. Dopo alcuni anni di pensione, si può effettivamente iniziare a prendere maggiori rischi. Tenete a mente che, nella vecchiaia, non si spende tanto! Per un investitore molto prudente, l’ideale sarebbe quello di investire buona parte del proprio portafoglio in Certificati di Deposito.

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