Come Investire In Obbligazioni

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Oggi la Borsa offre diverse possibilità di investimento fra cui scegliere. Tra azioni e obbligazioni, infatti, l’offerta a disposizione dell’investitore è davvero ampia. Ma a differenza delle prime, delle obbligazioni possiamo conoscere molti più particolari e capire cosa ci attende. In poche parole, possiamo calcolarne con precisione quanto rendono. Ma come facciamo a calcolare il loro rendimento? E, soprattutto, come si fa a scegliere le obbligazioni su cui investire? Bisogna innanzitutto ricordare che i prezzi di quotazione delle obbligazioni si riferiscono solitamente al cosiddetto “corso secco”, cioè il prezzo al quale è quotato il solo capitale. Il corso “tel quel” è invece il prezzo inclusivo degli interessi maturati nel periodo considerato. Ma il valore più sintetico da considerare per scegliere un titolo a reddito fisso rispetto ad un altro è il rendimento effettivo netto a scadenza o Tres. Si tratta del tasso che, in regime di interesse composto, eguaglia il prezzo tel quel di un titolo a tasso fisso (somma iniziale investita) al valore attuale (valore ad oggi) dei flussi di cassa (cedole e rimborso del capitale a scadenza) a cui quel titolo dà diritto. La formula matematica è….

equazione

Come potete vedere, il rendimento effettivo a scadenza tiene conto di tutte le cedole da incassare e del prezzo di rimborso (VR) del titolo stesso. Tranquilli, comunque! Non è necessario che vi mettiate a calcolare il rendimento effettivo delle obbligazioni che vi interessano: potete comodamente trovarne il valore pubblicato sui giornali economici oppure online sulla vostra piattaforma broker. Ora che sappiamo valutare il rendimento di un titolo a reddito fisso, vediamo come calcolarne il rischio. Ma prima, bisogna introdurre il concetto di volatilità. Per volatilità di un titolo obbligazionario s’intende la sensibilità del suo prezzo al variare dei tassi di mercato. Nello specifico, rappresenta il valore assoluto della variazione percentuale nel prezzo del titolo per una data variazione del rendimento effettivo netto a scadenza, conseguente alle variazioni dei tassi di interesse.

Facciamo un esempio pratico. Ipotizziamo di possedere un BTP con un valore di rimborso pari a 100 ed una cedola del 4% annuo fino al 2021; se i tassi a 5 anni fossero esattamente del 4%, allora il prezzo di mercato del titolo in oggetto sarebbe esattamente 100. Se improvvisamente i tassi salissero al 6%, quale sarebbe il nuovo valore del titolo? Il suo valore diminuirà di circa 10, poiché per 5 anni dovremo rassegnarci ad avere 2 punti in meno di cedola rispetto al nuovo tasso di mercato. In questo esempio la volatilità del titolo è intorno al 5%, cioè, 10/100/2 = 5%. La volatilità di un titolo obbligazionario dipende quindi dai seguenti fattori:

  • tempo: più è lunga la durata, maggiore è la volatilità; immaginiamo l’esempio precedente con una scadenza di 10 anni. La diminuzione del prezzo sarebbe stata di 20 punti.
  • cedole: più sono alte e più sono frequenti, meno il titolo è volatile.

Solitamente, però, viene utilizzata un’altra grandezza come misura di sensibilità del valore di un’obbligazione rispetto a variazioni dei tassi d’interesse: il tempo o duration. La duration di un titolo indica la sua durata finanziaria residua e può non coincidere con la sua effettiva vita residua. Ciò significa il numero di anni entro cui il possessore del titolo obbligazionario rientrerà in possesso del capitale inizialmente investito, tenendo conto anche delle cedole. Normalmente una duration maggiore si accompagna ad un rischio finanziario maggiore del titolo.

Come Scegliere Un’Obbligazione

Per scegliere un’obbligazione bisogna considerare innanzitutto il rendimento effettivo netto a scadenza e la duration modificata del titolo. Il primo dato ci indicherà il ritorno annuo a scadenza dell’investimento, il secondo parametro le variazioni di prezzo del titolo in funzione dei tassi di interesse.

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