Come Scegliere Un Titolo Azionario

Consigli sugli Investimenti

Se volete cercare di trarre il massimo profitto dalla vostra esperienza nel mercato azionario, dovete conoscere alcuni parametri fondamentali sulla scelta dei migliori titoli. Nello specifico, vorrei focalizzare la vostra attenzione sui criteri più importanti per la ricerca delle azioni su cui investire, che il trader dovrà utilizzare per individuare la scelta più oculata secondo le regole del “value investment” tanto care a Benjamin Graham.

Plus500Prima di addentrarci nell’argomento, iniziamo col dire che la scelta di un titolo azionario non ha nulla a che vedere con l’esoterismo o l’intuizione e che che non c’è una formula nascosta e segreta che faccia guadagnare soldi a palate in Borsa! Con questo in mente, vediamo ora alcuni dei criteri cardine del value investing che possono farci massimizzare i guadagni e diminuire i rischi. Nella scelta di un titolo bisogna:

  • trovare società che hanno un track record lungo (preferibilmente su 7/12 anni) con aumento degli utili;
  • trovare società che abbiano aumentato i propri dividendi almeno cinque volte negli ultimi 12 anni;
  • trovare aziende che fanno da sponsor ad eventi. Infatti, se le aziende fanno molte sponsorizzazioni ad eventi, significa che sono dei “colossi” nel loro business e che possono aumentare gli utili anche attirando clienti che guardano o partecipano a tali manifestazioni.
  • trovare aziende che abbiano un flottante sufficiente, dove con tale termine s’intende il numero di azioni circolanti, emesse da una società, non rappresentative della parte di capitale che costituisce partecipazione di controllo (chiamata “zoccolo duro” o quota dei cassettisti), disponibili per la negoziazione in Borsa. Ad ogni modo, non bisogna guardare particolarmente alla capitalizzazione, che si tratti di large cap, mid cap, small cap (anche se non vogliamo azioni scarsamente scambiate).
  • trovare le aziende che hanno pagato dividendi ininterrottamente per almeno 25 anni.
    concentrarsi su azienda con rating S & P di B + o superiore.

Plus500Se si adottano “alla lettera” questi criteri, il numero di società quotate tra cui scegliere si riduce drasticamente. Ad esempio, se prendiamo come modello la borsa americana, su circa 15000 società quotate il numero si riduce a 330/340! E le società che non distribuiscono dividendi? Il caso più famoso di società che solitamente non distribuiscono dividendi è la Apple. Tuttavia, anche se la società ha enormi guadagni e utili sempre in crescita, non soddisfa i criteri sopra menzionati perché per garantire un rendimento all’investitore il dato fondamentale da tenere in considerazione è la distribuzione dei dividendi (che deve avvenire sempre e solo in contanti!). Quando ci si trova di fronte una società che ha pagato un dividendo in contanti per un periodo di tempo prolungato, significa che la società in questione può sviluppare un modello di alto e basso rendimento dei dividendi. E se una società soddisfa solo alcuni dei criteri menzionati? Di regola, se un’azienda rispetta quattro dei sei criteri rimane comunque “appetibile” per un investimento. L’unico criterio che fa escludere una società dalle nostre scelte d’investimento è quello di non avere un flusso ininterrotto di dividendi e che il rating della società scenda sotto il B + (secondo la valutazione S&P).

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