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Come Fare Trading Sul Rame

Notizie sulla Finanza

Fare trading sul rame è oggi una delle attività preferite dai trader di tutto il mondo, anche se il volume di scambi di questo metallo prezioso è nettamente inferiore sia all’argento che all’oro. Bassi volumi di scambi significa quindi trading più difficile. Nonostante ciò il rame rimane oggi un investimento molto interassante e che può dare grandi soddisfazioni.

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Il Trading Sul Rame

Il rame, pur essendo considerato un metallo prezioso, non è un vero e proprio bene rifugio. O, per meglio dire, non è solo questo. Si tratta infatti di una materia prima molto importante per i sistemi produttivi di ogni paese del mondo. Questo metallo è infatti usato comunemente per la produzione di:

  • fili e cavi elettrici;
  • interruttori e collettori per l’energia elettrica;
  • dissipatori;
  • tubatura per il trasporto di acqua potabile, gas e combustibili allo stato liquido;
  • lastre e nastri per l’edilizia, finalizzati alla produzione di componenti come facciate, gronde e scossaline;
  • finiture per i mobili;
  • componenti per i forni a microonde.

Visto i suoi svariati usi, è ovvio che il rame possiede dinamiche prettamente di tipo produttivo. A differenza dell’oro e dell’argento, infatti, raramente vengono utilizzati a livello industriale in produzioni di massa. Il trading sul rame, quindi, è totalmente diverso da quello di altri metalli affini.

Trading Sul Rame: Market Mover

Per fare trading sulle materie prime, bisogna individuare i market mover del settore ragionando in termini di domanda e offerta: se la prima supera la seconda, il prezzo sale. Se la seconda supera la prima, il prezzo scende. Uno degli esempi più recenti di questo è quello che è accaduto nel 2017, con i tentativi dell’OPEC di tagliare la produzione del petrolio (e quindi l’offerta).

Detto questo, quali sono gli eventi che possono influenzare la domanda e l’offerta di rame? Per quanto riguarda la domanda, entrano in gioco due elementi: settori e paesi. Bisogna quindi chiedersi quali sono i paesi che consumano questa materia prima. Ma anche quali sono i settori che richiedono la maggior quantità di rame essere più efficaci e soddisfare il consumo.

Statisticamente, oggi i maggiori consumatori di rame al mondo sono 5 paesi: Stati Uniti, Giappone, Germania, Corea del Sud e Italia. Non a caso, sono i paesi che hanno il settore manifatturiero più sviluppato al mondo.

Per rispondere alla seconda domanda è sufficiente, invece, fare qualche ragionamento logico. Se il rame viene utilizzato principalmente nella produzione di componentistica elettrica si evince che questa materia prima dipenda da tutto il settore secondario e, di conseguenza, tutto il settore secondario dipende dal rame.

Come trader, quello che ci interessa sapere sono i market mover legati alla domanda del rame, rappresentati dagli indicatori di produzione di Stati Uniti, Giappone, Germania, Corea del Sud e Italia. Nello specifico, gli indicatori da consultare sono la produzione industriale e il PMI manifatturiero.

Per quanto riguarda l’offerta, il discorso non è così semplice. Innanzitutto, i maggiori produttori di rame al mondo sono Cile, Stati Uniti, Cina e Australia. Esiste però un indubbio problema nel trovare eventi, parametri o indicatori che possano influenza il ciclo produttivo del rame.

Come fare allora? Il trader potrebbe affidarsi a indicatori generici come il PIL e la produzione industriale. Ma anche interventi legislativi da parte dei governi possono incidere, anche se sono ovviamente meno prevedibili. Meglio affidarsi quindi ai market mover legati alla domanda di rame.

Come Investire

A differenza del forex, fare trading sulle materie prime non significa quasi mai comprare e vendere rame! Nessun trader possiederà scorte fisiche di questo metallo. In questo caso, infatti, l’investimento sarà basato su strumenti di derivazione, ovvero sul sottostante.

I principali strumenti finanziari scelti dai trader per questo tipo di investimento sono Futures e CFD. I primi sono contratti mediante i quali si stabilisce un prezzo per la transizione e una data. Stesso discorso per i CFD, con la differenza che questi ultimi sono “Over The Counter” (e non regolati come i futures).

Altra differenza sostanziale fra i due strumenti è che i CFD godono di uno spread più alto, commissioni più basse e leve più elevate. Inoltre sono strumenti più rischiosi, adatti più agli speculatori che agli investitori. I Futures invece, essendo regolamentati, vengono utilizzati anche (ma non solo) per proteggere gli investimenti e il capitale da repentine e consistenti variazioni di prezzo.

Oggi su può fare trading sul rame con uno dei vari broker online.

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